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Il paradiso è a Sandgate, in Australia

sandgateSi vive più a lungo, si è più sani, la vita matrimoniale è più felice, si fa più beneficenza e, soprattutto, si pagano le tasse più basse. Per chiunque voglia emigrare, questa sembra la terra promessa. Esiste realmente un posto così? Certo. Si trova in Queensland, la parte a ovest dell’Australia.

I dati ufficiali di una ricerca hanno mostrato che l’elisir di lunga vita sarebbe qualcosa contenuto nell’acqua e la città favorita, nella quale si vivrebbe meglio, è Sandgate vicino Brisbane.

Nel borgo lungo la costa 13 persone su 100 sono sopra i novanta anni. In questa area, coperta di verde, il rischio di contrarre malattie croniche come diabete, colesterolo, osteoporosi ha un tasso bassissimo e si ha il più alto numero di matrimoni e di famiglie numerose. Tutto ciò testimonierebbe una migliore qualità della vita e quindi una popolazione più felice.

Da quanto si legge su News.com, la causa di questa positività sarebbe lo spirito di comunità e la diversità economica e culturale.

L’area, lontana dal caos e dalla frenesia delle grandi città, offre uno stile di vita più rilassato e la possibilità di creare legami di amicizia più saldi. La tranquillità psicologica, un ambiente poco inquinato, un sistema economico che non opprima i cittadini con tasse troppo elevate, ne farebbero derivare benefici anche per la salute fisica.

Le persone inoltre, essendo più felici e fiduciose nel futuro, sono anche più disponibili a condividere i frutti del loro lavoro con chi ha avuto meno fortuna ed è in difficoltà. Ecco perché in questo paradiso anche le opere di solidarietà raggiungono tassi elevatissimi.

Insomma, chi è stanco di spread, stress, difficoltà nel trovare lavoro e sta pensando i spostarsi in un luogo più sano che offra maggiori opportunità per una vita migliore, potrebbe provare ad andare a Sandgate, tra sole, mare, giri in mongolfiera e rafting.

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“Non ho un ragazzo perché…”, è il primo Trend Tweet in Italia

Foto 3Oggi è il 27 dicembre. Il Natale è appena passato, le riunioni con i parenti, le grandi abbuffate della Vigilia, del 25 dicembre e di Santo Stefano sono archiviate, tra quattro giorni finisce questo “terribile” 2012: probabilmente molti si aspettavano meteoriti che distruggevano la terra, guerre spaziali, alieni che avrebbero rapito l’intera popolazione. E invece no. I Maya si sono sbagliati (e io lo sto scrivendo da un po’, vedi qui): siamo ancora tutti vivi a fare i conti con le nostre solite beghe quotidiane.

In questo periodo dell’anno è tempo di bilanci. Sarà per questo che nella classifica delle Tendenze in Italia su Twitter al primo posto conquista la pole position il cinguettio “Non ho un ragazzo perché…”

Forse nella riflessione sui traguardi raggiunti, le cose ancora da fare, i nuovi obiettivi da conquistare, qualcuno vuole darsi una spiegazione sulla propria situazione sentimentale. Oppure, siate sinceri, è colpa di quella zia che non vedevate da anni. Si è presentata la notte di Natale e, tra un primo di fettuccine al ragù e un secondo di arrosto misto con patate, vi ha falciato con la solita domanda: “allora sei fidanzata? No? E perché?”.

Ed ecco che oggi milioni di persone hanno deciso di rispondere all’odiosa domanda. E l’hanno fatto pubblicamente, in meno di 140 caratteri sul noto social network dell’uccellino blu. Tra l’ironica un po’ arrogante che afferma di essere bellissima e non trovare nessuno alla sua altezza, l’incontentabile che ne vuole più di uno ma siccome la cosa non è permessa non ne ha neanche mezzo, l’arrabbiata che se la prende perché non le piace andare in discoteca.

Le motivazioni sono state le più varie, alcune divertenti, altre più sincere, qualcuna anche offensiva.

Ecco qualche tweet:

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Foto 3Stefania Bernardini

Postumi di una sbronza? Non hai mangiato un po’ di asparagi

asparagiUn bel Martini Dry come aperitivo, qualche calice di vino a cena, due o tre mojito per finire la serata. Ogni tanto capita di alzare un po’ troppo il gomito, ma il giorno dopo il nostro corpo ci fa pagare il conto. Mal di testa, sonnolenza, bruciore di stomaco e nausea.

In Corea del Sud sembra abbiano trovato una soluzione: gli asparagi. Come riporta il Time of India I ricercatori dell’istituto di Scienze Mediche affermano che i minerali e gli aminoacidi contenuti in questo ortaggio proteggono le cellule del fegato dalle tossine e  possono prevenire gli effetti di una sbronza.

Analizzando i componenti degli asparagi e confrontando i loro effetti biochimici sulle cellule epatiche umane sembra che il contenuto di aminoacidi e minerali dell’ortaggio sia molto alto.

Il cosiddetto “effetto hangover“, dovuto a un uso cronico ed eccessivo di alcool, è causato da uno stress ossidativo del fegato. Applicando trattamenti con estratti di foglie e germogli di asparagi sembra che le tossicità cellulari siano significativamente alleviate con una conseguente diminuzione dei fastidiosi disturbi post-sbronza e un miglioramento delle funzioni del proprio fegato.

Si avvicina il Capodanno, avete già organizzato la vostra festa e vi state preparando per il cenone, ricco di brindisi, spumante, buon vino, cocktails? Bene, se volete evitare le classiche conseguenze del “giorno dopo la festa” con pancia gonfia, mal di stomaco e testa che sta per scoppiare, provate a far inserire nel menù anche qualche piatto di gustosi e genuini asparagi verdi.

Stefania Bernardini

Facebook guadagna sulle future mamme: in vendita le info private sui figli

incSei incinta, hai appena scoperto che il tuo bimbo sarà un maschietto e vuoi condividere la bella notizia con gli amici attraverso il tuo profilo Facebook? Manca una settimana alla scadenza della gravidanza e inizi il conto alla rovescia sulla tua bacheca? Fai attenzione! Facebook potrebbe guadagnare sui tuoi messaggi vendendo ai pubblicitari l’accesso alle informazioni private riguardanti il futuro nascituro.

La notizia è del Daily Mail. Le giovani madri che condividono la loro felicità sul social network potrebbero essere bombardate da promozioni per i vestiti del bambino più cool, i pannolini ultraleggeri o l’ultimo modello di passeggino extra-flessibile. A denunciare questo meccanismo sono stati alcuni esperti in relazioni genitoriali che hanno spiegato come un continuo invio di proposte commerciali potrebbe far sentire le neo-mamme perseguitate dalle grandi aziende come se subissero cyber-stalking.

La vicenda sembra essere iniziata negli Stati Uniti quando, la scorsa estate, Facebook ha creato la sezione “Eventi della vita” nelle pagine degli utenti per permettere loro di raccontare agli amici le notizie principali. Il sito suggeriva per esempio alle future madri di scrivere dettagli sulla loro gravidanza.

Inizialmente il social network ha assicurato agli utenti che le loro informazioni non sarebbero state utilizzate a scopo di lucro inviando il messaggio: “Attualmente non si utilizza l’evento vita per il targeting degli annunci”. Tuttavia, il Daily Mail sembra aver scoperto che questa politica è segretamente cambiata. Il sito sta vendendo agli inserzionisti l’accesso alle informazioni delle donne in attesa, scritte nella sezione “Eventi vita”.

Il fondatore del sito per genitori Netmoms.com, Siobhan Freegard ha affermato che molte persone si sarebbero allarmate per questa situazione: “Molte donne cedono volentieri e consapevolmente dati personali sulle loro gravidanze agli inserzionisti in cambio di campioni gratuiti o buoni sconto. Ma cosa è inquietante? Facebook ha detto alle neo-madri che non avrebbe raccolto le loro informazioni per l’utilizzo del marketing e poi ha fatto esattamente questo”.

Il sito, in realtà, ha negato di vendere direttamente ai pubblicitari i dati personali. Piuttosto, dal social network hanno spiegato che un’azienda invia un annuncio su Facebook e il sito poi dice all’inserzionista quanti hanno cliccato o messo un like sul post pubblicato.

Stefania Bernardini

 

Esm, le zone d’ombra sul fondo salva stati

L’annuncio del piano anti spread di Mario Draghi, presidente della Bce, sull’ acquisto illimitato di bond ha fatto esultare le borse mentre il differenziale tra i titoli di Italia e Spagna con il Bund tedesco è sceso sotto quota 400 punti base per il nostro paese e poco al di sopra per la penisola iberica. Unico oppositore del progetto è la Bundesbank, la banca centrale tedesca.

E proprio dalla Germania si attende in questi giorni, esattamente il 12 settembre, il verdetto della Corte Costituzionale sull’attivazione del fondo Esm, il cosiddetto “salva stati”.

Ma come funziona e cos’è realmente questa organizzazione? Sul sito di Tgcom24 è stata pubblicata la mia intervista alla studiosa Lidia Undiemi, autrice di un dossier pubblicato in rete riguardante lo European Stability Mechanism. La Undiemi più volte ha espresso perplessità sulla reale utilità di questo strumento. “Il fondo salva stati sembra uno strumento più politico che finanziario e potrebbe compromettere il funzionamento dei sistemi democratici dei paesi dell’Unione Europea” sostiene la studiosa.

Ma come è strutturato l’Esm e chi lo gestisce
Lo European Stability Mechanism sarebbe il nuovo meccanismo permanente di stabilizzazione finanziaria dell’Europa, costituito attraverso un accordo tra i 17 paesi membri della zona euro. L’organizzazione intergovernativa ESM avrebbe il compito di finanziare i paesi in difficoltà attraverso prestiti. La sua disponibilità iniziale dovrebbe essere di 700 miliardi di euro (di cui 500 prestabili). Gli Stati membri dell’organizzazione dovranno versare una quota, detta di partecipazione, proporzionata a quella posseduta presso la Bce, che per l’Italia ammonterebbe a circa 125 miliardi di euro. Il fondo, inoltre, avrebbe la possibilità di comprare titoli di Stato sul mercato primario e su quello secondario, quindi farebbe parte dell’insieme delle soluzioni del piano anti spread fortemente voluto da Draghi. A gestire l’Esm sarà un consiglio dei Governatori, probabilmente formato dai ministri delle finanze dell’area euro, “responsabile delle finanze”, al quale si affiancherà un consiglio d’ amministrazione con funzioni più operative.

Come funziona l’Esm
Gli Stati membri devono versare una quota in cinque rate annuali. Se un paese non ha i soldi per pagare la quota di partecipazione, oltre che perdere il diritto di voto verrà sanzionato finanziariamente. Anche il paese in difficoltà, che ha richiesto il prestito in veste di debitore, se non restituirà la somma pagando una soglia d’interesse, non precisata dal Trattato, dovrà sottostare a delle condizioni rigorose che probabilmente coinciderebbero con una serie di politiche di austerità simili a quelle richieste dalla Troika alla Grecia. Lidia Undiemi, a tale proposito, spiega: “Non si tratta di semplici aiuti ma di concessione di denaro con pagamento di interessi in cambio della possibilità di potere imporre condizioni rigorose che potrebbero tradursi in politiche di austerità per il paese richiedente, così come d’altronde è accaduto in Grecia con l’intervento finanziario della Troika”.

I dubbi
Prendendo come esempio l’Italia, che ha già un debito di circa 1.966 miliardi di euro, per poter versare la quota di partecipazione al fondo, il paese dovrebbe indebitarsi ulteriormente sul mercato esterno. “Dal punto di vista finanziario non vedo quale sia la convenienza per un paese in difficoltà come il nostro, visto che già solo per il versamento delle prime rate della quota di partecipazione l’Italia sta ricorrendo ad ulteriore debito pubblico”. Ma un’ altra questione che fa notare la Undiemi è quella della effettiva costituzionalità del trattato. “È come se i leader europei stessero organizzando una grande potenza sovranazionale non solo dal punto di vista finanziario ma anche politico ed economico dove il controllo democratico nazionale appare di difficile attuazione”. Ed è proprio riguardo all’ipotesi del mancato rispetto dei principi di democrazia che una parte della Germania ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale del paese. Come spiega Lidia Undiemi, il rischio del fondo salva stati Esm è che “il potere politico degli stati membri si concentri di fatto nelle mani di un’organizzazione finanziaria che sarà comunque formata da soggetti non direttamente eletti dal popolo e che avrà ampi margini di autonomia anche rispetto alle stesse istituzioni europee”. In un certo senso il rischio potrebbe essere che un’organizzazione privata gestisca un bene pubblico, uno Stato appunto, senza più la necessità di consultare il popolo, proprietario di tale bene, o chi per lui ne fa le veci, ossia il governo e il parlamento di quella nazione.

Attualmente le sorti del fondo “salva stati” dipendono dal verdetto della Corte Costituzionale tedesca. Se dalla Germania arriverà giudizio negativo sulla costituzionalità dell’Esm, il fondo non potrà entrare in vigore, in caso contrario lo European Stability Mechanism sarà attivo per la fine di ottobre. In quel caso, la studiosa Undiemi, ritiene che le responsabilità politiche degli eventuali effetti negativi sul nostro paese siano da ricercare nel silenzio della classe dirigente presente in Parlamento che ”nell’accettare un impegno di così grandi dimensioni per il nostro paese, sia dal punto di vista finanziario che politico, non si è curata di metterne adeguatamente al corrente la collettività mediante un ampio e chiarificatore dibattito pubblico comprensibile anche ai cittadini meno esperti”.