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Facebook guadagna sulle future mamme: in vendita le info private sui figli

incSei incinta, hai appena scoperto che il tuo bimbo sarà un maschietto e vuoi condividere la bella notizia con gli amici attraverso il tuo profilo Facebook? Manca una settimana alla scadenza della gravidanza e inizi il conto alla rovescia sulla tua bacheca? Fai attenzione! Facebook potrebbe guadagnare sui tuoi messaggi vendendo ai pubblicitari l’accesso alle informazioni private riguardanti il futuro nascituro.

La notizia è del Daily Mail. Le giovani madri che condividono la loro felicità sul social network potrebbero essere bombardate da promozioni per i vestiti del bambino più cool, i pannolini ultraleggeri o l’ultimo modello di passeggino extra-flessibile. A denunciare questo meccanismo sono stati alcuni esperti in relazioni genitoriali che hanno spiegato come un continuo invio di proposte commerciali potrebbe far sentire le neo-mamme perseguitate dalle grandi aziende come se subissero cyber-stalking.

La vicenda sembra essere iniziata negli Stati Uniti quando, la scorsa estate, Facebook ha creato la sezione “Eventi della vita” nelle pagine degli utenti per permettere loro di raccontare agli amici le notizie principali. Il sito suggeriva per esempio alle future madri di scrivere dettagli sulla loro gravidanza.

Inizialmente il social network ha assicurato agli utenti che le loro informazioni non sarebbero state utilizzate a scopo di lucro inviando il messaggio: “Attualmente non si utilizza l’evento vita per il targeting degli annunci”. Tuttavia, il Daily Mail sembra aver scoperto che questa politica è segretamente cambiata. Il sito sta vendendo agli inserzionisti l’accesso alle informazioni delle donne in attesa, scritte nella sezione “Eventi vita”.

Il fondatore del sito per genitori Netmoms.com, Siobhan Freegard ha affermato che molte persone si sarebbero allarmate per questa situazione: “Molte donne cedono volentieri e consapevolmente dati personali sulle loro gravidanze agli inserzionisti in cambio di campioni gratuiti o buoni sconto. Ma cosa è inquietante? Facebook ha detto alle neo-madri che non avrebbe raccolto le loro informazioni per l’utilizzo del marketing e poi ha fatto esattamente questo”.

Il sito, in realtà, ha negato di vendere direttamente ai pubblicitari i dati personali. Piuttosto, dal social network hanno spiegato che un’azienda invia un annuncio su Facebook e il sito poi dice all’inserzionista quanti hanno cliccato o messo un like sul post pubblicato.

Stefania Bernardini