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“Non ho un ragazzo perché…”, è il primo Trend Tweet in Italia

Foto 3Oggi è il 27 dicembre. Il Natale è appena passato, le riunioni con i parenti, le grandi abbuffate della Vigilia, del 25 dicembre e di Santo Stefano sono archiviate, tra quattro giorni finisce questo “terribile” 2012: probabilmente molti si aspettavano meteoriti che distruggevano la terra, guerre spaziali, alieni che avrebbero rapito l’intera popolazione. E invece no. I Maya si sono sbagliati (e io lo sto scrivendo da un po’, vedi qui): siamo ancora tutti vivi a fare i conti con le nostre solite beghe quotidiane.

In questo periodo dell’anno è tempo di bilanci. Sarà per questo che nella classifica delle Tendenze in Italia su Twitter al primo posto conquista la pole position il cinguettio “Non ho un ragazzo perché…”

Forse nella riflessione sui traguardi raggiunti, le cose ancora da fare, i nuovi obiettivi da conquistare, qualcuno vuole darsi una spiegazione sulla propria situazione sentimentale. Oppure, siate sinceri, è colpa di quella zia che non vedevate da anni. Si è presentata la notte di Natale e, tra un primo di fettuccine al ragù e un secondo di arrosto misto con patate, vi ha falciato con la solita domanda: “allora sei fidanzata? No? E perché?”.

Ed ecco che oggi milioni di persone hanno deciso di rispondere all’odiosa domanda. E l’hanno fatto pubblicamente, in meno di 140 caratteri sul noto social network dell’uccellino blu. Tra l’ironica un po’ arrogante che afferma di essere bellissima e non trovare nessuno alla sua altezza, l’incontentabile che ne vuole più di uno ma siccome la cosa non è permessa non ne ha neanche mezzo, l’arrabbiata che se la prende perché non le piace andare in discoteca.

Le motivazioni sono state le più varie, alcune divertenti, altre più sincere, qualcuna anche offensiva.

Ecco qualche tweet:

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Foto 3Stefania Bernardini

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Olimpiadi: altri insulti agli atleti su twitter. Attaccata la nuotatrice Seebohm

Questa volta è toccato alla medaglia d’argento dei 100m Kelly Morando Seebohm. Dopo le minacce su Twitter al tuffatore Tom Daley, ora è la nuotatrice australiana a doversi difendere dalle critiche sulla rete di una fan.

Martedì l’atleta ha conquistato la medaglia d’argento nei 100 metri dorso e si è sciolta in un mare di lacrime, commossa per il risultato raggiunto. Una teenager l’ha subito attaccata accusando la campionessa  di aver pianto per un secondo posto anziché per l’oro.

Presto è arrivata la risposta della Seebohm: “è stato un duro viaggio, mi dispiace che la pensi così”. Anche il fratello dell’atleta ha replicato all’accusatrice, non esattamente con motivazioni appropriate, dicendole che era brutta ed era meglio se non pubblicava foto di se stessa. Da qui è iniziata una discussione tra chi difendeva la nuotatrice e chi l’accusatrice insultata.

Kelly alla fine si è scusata per il tweet del fratello, l’ha cancellato ed ha poi scritto: “Cercate di mantenere il mio Twitter positivo, non ho bisogno di commenti negativi”.

Intanto il team australiano ha invitato i suoi atleti a non utilizzare i social network durante le competizioni. Matt Brown, l’allenatore della Seebohm,  ha infatti ammesso che il sovraccarico di social media ha creato problemi ai suoi nuotatori e ha affermato: ” Mi piacerebbe gettare via alcuni di questi telefoni”.

Stefania Bernardini

Il tuffatore Tom Daley attaccato su Twitter. La polizia: non possiamo controllare internet

L’atleta inglese, Tom Dailey, dopo il risultato della gara di lunedì alle olimpiadi di Londra 2012 è stato insultato e minacciato tramite i “cinguettii” di Reece Messer, un diciassettenne britannico.

La polizia è piombata a casa di Messer qualche ora dopo la pubblicazione dei messaggi minatori. “Hai deluso il tuo defunto padre, spero tu lo sappia”, questo il contenuto del tweet di Reece che ha espresso anche la volontà di voler annegare il tuffatore olimpionico scusandosi, subito dopo aver postato la frase, per l’arrivo delle proteste da parte di altri utenti.

Il diciassettenne è rimasto molto turbato quando si è visto recapitare l’avvertimento formale di molestie ed è stato arrestato. La denuncia, però, non è arrivata da Daley bensì da un membro del pubblico che aveva assistito alla competizione.

Azioni di cyber bullismo di questo tipo si stanno diffondendo sempre di più sulla rete tanto che la polizia ieri ha ammesso che non possono controllare tutto l’universo dei Social Media. Solo lo scorso anno gli ufficiali inglesi hanno dovuto controllare circa 14.000 profili Facebook. Simon Reed, vice-presidente della Federazione di polizia, come riporta il Daily Mail, ha affermato che le forze di vigilanza non hanno le risorse per monitorare tutto l’internet.

Stuart Hude, portavoce sui social media del capo della polizia, ha sostenuto che i “social media sono sempre più parte delle attività della polizia e la legge riguarda situazioni in cui il commento oltrepassa la legittima opinione”. Le tutele non sono limitate ai personaggi famosi ma a tutti coloro che subiscono minacce alla loro dignità personale. In ogni caso le difficoltà di un controllo totale di un mondo immenso come la rete restano un problema difficile da superare.

Reece Messer, per i suoi messaggi, rischia fino a 6 mesi di carcere.

Stefania Bernardini